Pietra e luce: dialogo tra antico e contemporaneo a Monte San Giovanni Campano
Una struttura che porta i segni del tempo
Il casale settecentesco racconta, nella pietra, secoli di storia stratificata. Composto da due edifici di fine Settecento, nel corso del tempo ha cambiato destinazione d'uso più volte: da proprietà feudataria a campo base delle truppe tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale — come testimoniano le scritte e i disegni lasciati sulle pareti del corpo più antico, insieme ai cunicoli e alle gallerie sotterranee scavate a mano.
Agli inizi del Novecento era appartenuto alla famiglia Grana, casato benestante e influente, che ne aveva fatto la propria residenza estiva di campagna. Situato al confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, Monte San Giovanni Campano era anche un nodo agricolo di riferimento: nei suoi granai confluiva il raccolto dei contadini della zona, prima della lavorazione.
La struttura conserva intatta la propria identità architettonica: murature in pietra calcarea, volte a botte con lunette, una scala circolare interamente scolpita a mano.

Un involucro denso, che ha posto i progettisti davanti a una sfida precisa: come restituire luce, efficienza energetica e comfort abitativo senza tradire l'identità del luogo?
Linea Sintesi, il profilo minimale che valorizza
La risposta è passata attraverso la scelta degli infissi: alluminio a taglio termico, design essenziale. La Linea Sintesi di Finestre Nurith, nella versione Anta a Vista Plus, si è rivelata la soluzione più coerente con gli obiettivi del progetto.

Il serramento si distingue per il profilo ridotto all'essenziale — telaio da 73 mm, anta da 83 mm, nodo centrale contenuto — con ferramenta perimetrale a trattamento Tricoat, ribalta e microventilazione integrata di serie. Lungi dall'essere un semplice elemento tecnico, l'infisso dialoga attivamente con la materia storica: esalta il bordo lavorato della pietra calcarea, le ghiere dei conci, la tessitura irregolare della muratura. Garantisce al contempo elevate prestazioni termiche e acustiche.

La scelta della finitura Corten, abbinata agli accessori in oro anodizzato, completa il ragionamento cromatico: una combinazione che riprende e amplifica i toni caldi della pietra locale. Prestazioni da edificio contemporaneo, dentro una pelle centenaria.
La geometria degli archi
La vera complessità tecnica del cantiere ha riguardato la geometria degli archi. Il casale non presenta finestre rettangolari: le aperture seguono profili curvi — archi a sesto ribassato, archi a tutto sesto, mezzi oblò, ellissi — eredità diretta della costruzione storica. Ogni serramento ha richiesto una soluzione su misura, e Finestre Nurith ha risposto con la propria vocazione artigianale, declinando la produzione su diverse tipologie di prodotto e di apertura.

Al piano terra, il grande spazio ad archi multipli — cuore del living nel progetto definitivo — è chiuso da vetrate composte: grandi unità strutturali con telai fissi a doppi archi a tutto sesto e portafinestre ad anta singola ad arco, con soglia ribassata.
Dall'interno, lo sguardo attraversa la sequenza dei conci di pietra, supera il profilo Corten quasi invisibile e raggiunge il paesaggio collinare della Ciociaria.
Tra gli elementi più eloquenti dell'intervento, le finestre a mezzo oblò: il telaio circolare in alluminio si inscrive con precisione nel vano murato, aprendo verso il cielo una luce zenitale e scultorea. Sul prospetto laterale, due ellissi in Corten punteggiano la facciata bianca come occhi di pietra e metallo.
Il dettaglio scenografico
Particolare attenzione è stata dedicata alla vetrata sul fronte corto dell'edificio.

Di forma pentagonale, la cupola strutturale in acciaio brunito — con copertura a capriate vetrate e finestre vasistas — si inscrive nell'arco della muratura storica come un cristallo incastonato in una cavità. È al tempo stesso scultura e dispositivo funzionale, e dichiara con chiarezza la posizione del progetto: il passato si abita, non si musealizza.
Una tavolozza, infinite variazioni di luce
Su tutto l'edificio ricorre la stessa famiglia cromatica: pietra calcarea chiara, intonaco a calce, profili in alluminio Corten, maniglie e cerniere in oro anodizzato. Quattro elementi soltanto, ma declinati in infinite variazioni luminose — quella radente del mattino, che esalta la texture della muratura; quella zenitale del mezzogiorno, che penetra dai mezzi oblò; quella tenue del tramonto, filtrata dagli archi vetrati del portico.
Il progetto dimostra che restauro e innovazione non sono categorie opposte. Sono, semmai, due modalità dello stesso atto di cura: quello di chi raccoglie in consegna un edificio storico e decide di affidarlo al futuro con tutta la sua memoria intatta — e con la luce che merita.

Scheda Identikit:
- Progettazione e realizzazione lavori di ristrutturazione: Impresa C.EM. COSTRUZIONI SRL di Veroli (FR)
- Infissi: Finestre Nurith
- Rivista: Inserto ARCHITETTI di Ville & Casali